lunedì 11 gennaio 2021

Mi ritiro a vita privata. Ovvero: esco dai social network

Ho deciso di chiudere tutti i miei profili social. Qualcuno dirà (giustamente): e sticaxxi.

In questi giorni di pandemia in fase di seconda ondata in esaurimento e di terza incipiente (dicono che sarà ancora più devastante 😧) stiamo assistendo ad una serie di episodi che ritengo estremamente più preoccupanti della terza ondata di COVID e per i quali i social network hanno giocato un ruolo centrale.

Mi riferisco alle maxi risse tra adolescenti che ci sono state qui a Roma al Pincio e poi a Gallarate e a Parma; mi riferisco ai maxi assembramenti, quasi delle feste di piazza a Lucca e a Livorno alla faccia dei fessacchiotti che se ne stanno buoni buoni a casa. Mi riferisco anche e soprattutto all'assalto a Capitol Hill a Washington. 

In tutti questi episodi, deprecabili e pericolosissimi, il denominatore comune è il tam tam sui social network che ha permesso l'organizzazione di questi eventi.  E che cosa hanno fatto i gestori di queste piattaforme? Nulla! Assolutamente nulla!

Poi leggo che Facebook e Twitter hanno chiuso i rispettivi profili di Donald Trump per aver istigato la violenza.

Molti di noi utenti Facebook hanno vissuto la spiacevole esperienza di veder censurati dei post per aver violato le policy "etiche" della piattaforma. Per chi non avesse mai provato questa esperienza dico che avviene in automatico, ti vedi sparire quello che hai pubblicato con un messaggio laconico che ti comunica che il tuo post è stato cancellato per aver violato le loro regole. Punto. Non c'è appello né contraddittorio né tantomeno la minima possibilità di spiegare le proprie ragioni.

E allora mi chiedo: perché non hanno bloccato i post di chi organizzava eventi violenti e pericolosi? Forse non violavano le regole "etiche" delle piattaforme?

Quindi c'è qualcuno che si arroga i diritto di stabilire cosa si può dire, cosa non si può dire e chi può dire senza appello, senza contraddittorio e, soprattutto, senza mandato popolare e neanche giurisdizionale.

Lungi da me l'idea di solidarizzare con Trump che ritengo un essere abbietto e ripugnante, ma mi chiedo chi è che decide? In base a quali regole? Chi ha stabilito le regole? 

Ebbene sì, sono preoccupato molto più dal potere subdolo e totalizzante che queste piattaforme stanno costruendo che del COVID. 

Il coronavirus passerà, il potere di questi personaggi rimarrà e si accrescerà sempre di più, fino a che, non solo non avremo più la possibilità di contrastarlo, ma saremo anestetizzati e faremo la fine della rana bollita (Il principio della rana bollita di Noam Chomsky).

Allora mettiamo a punto il vaccino. 

Usciamo da queste realtà virtuali che ci allontanano dalla realtà reale e ci anestetizzano e ci danno dipendenza. Torniamo a respirare l'aria fresca, a parlare nelle piazze, ad "annusarci", magari a discutere o a litigare, ma sentendo la vibrazione delle nostre voci. Ricominciamo a leggere qualcosa che sia un po' più lungo di 240 caratteri, ricominciamo ad esprimerci con concetti che non siano solo slogan o frasi fatte. 

Io mi vaccino ed esco dai social... Voi fate come volete, anche se dovrebbe essere più obbligatorio questo che il vaccino anti COVID per la salute pubblica e la libertà nostra e della nostra discendenza.

Buona notte e buona fortuna (cit.)


Perché chiuderò anche il mio account Whatsapp

 Lo ammetto: è una presa di posizione ideologica. Ricapitoliamo: da oltre 10 anni stiamo utilizzando in massa whatsapp per scambiarci messag...