Difficile dirlo.
Il mio nome è
Alberto, questa è facile.
Una volta, per
sintetizzare, mi sono definito “Ciclomobilista Utopico”
Ciclomobilista
perché, ormai da molti anni, ho deciso di muovermi in bicicletta.
Non è per moda (lo faccio da molto prima che si cominciasse a
parlare di bicicletta e quando eravamo veramente mosche bianche, o
pecore nere, a scelta) e neanche per vezzo. Penso sinceramente che
sia il mezzo più veloce e comodo per girare in città, soprattutto a
Roma, nonostante il rischio altissimo dato dalla maleducazione e
dall’ignoranza dell’automobilista medio.
Negli ultimi anni ho
cominciato a considerare anche l’aspetto ambientale di questa
scelta di mobilità. Se ci fossero più bici e meno auto respireremmo
tutti meglio e si risolverebbe il problema del traffico.
Utopico perché mi
piace sognare un mondo giusto in cui ogni persona sia libera ed abbia
l’opportunità di esprimere i propri talenti nel migliore dei modi.
Mi piace sognare un
mondo in cui ogni persona possa studiare, imparare ed evolversi.
Un mondo in cui
ognuno possa mettere a fattor comune le proprie capacità per far
fronte alle incapacità di qualcun altro e viceversa.
Un mondo in cui
ognuno possa (e voglia) partecipare attivamente alla vita politica
non delegando ad altri le decisioni che regolano la vita di ogni
giorno. Un mondo con un popolo sovrano. Il popolo non gli stati o chi
li dovrebbe rappresentare.
Un mondo in cui le
persone sappiano rispettare la propria casa che è il nostro pianeta
e che sappiano e vogliano prendersene cura. Perché è l’unica casa
che abbiamo.

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