mercoledì 17 febbraio 2021

Perché chiuderò anche il mio account Whatsapp

 Lo ammetto: è una presa di posizione ideologica.

Ricapitoliamo: da oltre 10 anni stiamo utilizzando in massa whatsapp per scambiarci messaggi, per fare chiamate e videochiamate ed altro ancora. All'inizio molti lo hanno scelto perché era una valida alternativa agli SMS che avevano un costo non irrilevante (facendone un uso massivo).

All'inizio non era gratuita, ma il prezzo richiesto (0,89€ all'anno in alcuni paesi o 1€ al download in altri) era irrisorio rispetto al risparmio che si realizzava non utilizzando SMS.  E su questo nulla questio. Normale e legittima logica di mercato.

Nel 2016, un paio di anni dopo l'acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook, l'app è diventata completamente gratuita. Almeno in apparenza. 

In realtà la paghiamo con in nostri dati. Tutte le nostre conversazioni ed i metadati (data e ora delle conversazioni, numero chiamante e numero chiamato, data e ora di connessione e disconnessione dai server) vengono conservate e potenzialmente (?) monitorate per ricavarne, nell'ipotesi più rosea, profili commerciali estremamente dettagliati di ognuno di noi da rivendere a caro prezzo. (Per maggiori approfondimenti il web pullula di articoli su questo argomento: Business Insider Fanpage.it)

A tutto ciò si aggiunga che il codice sorgente dell'app è "chiuso" e quindi nessuno può sapere cosa faccia esattamente.

Un'alternativa potenzialmente migliore, sotto questi aspetti, potrebbe essere Telegram. I suoi proprietari giurano che il codice sorgente è aperto. In realtà questo è vero solo parzialmente e ci sono alcune classi dell'applicazione chiuse. 

Inoltre anche Telegram, come Whatsapp, conserva nei propri server metadati e conversazioni e la domanda nasce spontanea: perché? 

Ognuno può dare la risposta che vuole, ma non credo che lo facciano per beneficenza.

L'unica app di messaggistica istantanea che, al momento, non conserva i metadati e le conversazioni ed i cui codici sorgenti sono totalmente aperti è Signal (ho scaricato i sorgenti dell'app android, di quella IOS, di quella desktop e dei server e li sto analizzando).

Certo,  anche su quest'ultima app la domanda su come possa finanziarsi sorge. Ufficialmente vivono di donazioni. Approfondirò l'argomento.

Un discorso a parte e molto ampio riguarda poi la crittografia che tutte e tre le piattaforme che ho citato applicano per impedire intercettazioni di messaggi o conversazioni, ma non voglio tediare i lettori ed invito chi fosse interessato a leggere questo articolo su www.cybersecurity360.it



2 commenti:

  1. Da persona attenta e responsabile quale ritengo essere, prima di decidere di scrivere un commento, mi sono letta tutti gli articoli che compongono questo blog. Oltre che conoscere la persona che li ha generati, lontano da facili dinamiche commerciali e di moda, volevo capire di cosa volesse lasciare traccia. Scrivo dopo aver letto l’ultimo solo per mancanza oggettiva di tempo da dedicare, con dei pensieri, a tutti! Questo è un tempo di consapevolezza da applicare nella nostra vita, ma anche nelle ns comunità, direi obbligatoriamente.. Avevo letto naturalmente di tutte le polemiche che girano da tempo su questi sistemi di messaggistica che usiamo con gran disinvoltura.. Alberto, con precisione, ci espone le sue scelte, i rischi che corriamo, e la cura che dovremmo applicare in ogni scelta che facciamo. Grazie per avercelo ricordato.

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  2. grazie Alb, leggendoti mi sento meglio! (ma per commentare ho dovuto usare il mio account Google e iscrivermi a Blogger, il quale come userà i miei dati? sigh)

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